Indice

Prefazione

Il 28 marzo 2024 Google ha reso obbligatorio l’utilizzo del Consent Mode v2 per la raccolta del consenso degli utenti al tracciamento (cookie) con Google Analytics 4 e Google Ads e ciò riguarda i siti web che operano nell’UE.

Non attivando il Consent Mode v2, si rischiano una serie di limitazioni e malfunzionamenti, come minor visibilità delle campagne, remarketing limitato, dati di analisi meno accurati e rischio di sanzioni. 

grafico andamento senza consent mode v2
Segmento di pubblico basato sui visitatori del sito web.
Utilizzato per il Retargeting delle Campagne.

Il Consent Mode v2 di Google

Il Consenso Mode v2 di Google rappresenta una nuova soluzione per gestire il consenso degli utenti, divenuta obbligatoria per i siti web operanti nell’UE a partire da marzo 2024. Questa nuova iterazione della Consent Mode (CM V2) non è stata introdotta per motivi tecnici o per un semplice aggiornamento delle funzionalità esistenti, né è direttamente connessa alla necessità di conformità al GDPR.

Il suo lancio è piuttosto correlato all’implementazione del Digital Markets Act (DMA), una normativa europea che mira a promuovere la concorrenza equa e a limitare le pratiche monopolistiche delle grandi piattaforme online, identificate come “gatekeepers”. Essendo Google una di queste “gatekeepers”, il DMA la obbliga a garantire che i dati personali degli utenti che non hanno espresso il consenso al trattamento per scopi di marketing non vengano utilizzati.

Cosa è

Il Consent Mode v2 è un metodo semplificato per raccogliere il consenso degli utenti all’utilizzo di cookie e tecnologie di tracciamento. Funziona attraverso l’interazione con piattaforme di gestione del consenso (CMP) presenti sui siti web.
In base alle scelte degli utenti, il Consent Mode v2 regola il comportamento dei tag e degli SDK Google, garantendo il rispetto della privacy durante le attività di marketing e analisi.

I vantaggi per l’utente sono un maggior controllo sui propri dati personali ed un’esperienza web più personalizzata e rispettosa della privacy.
I vantaggi per il sito web sono una relazione più trasparente e affidabile con gli utenti, la possibilità di raccogliere dati più accurati ed utili ed ottenere una conformità alle normative relative alla privacy (GDPR e Privacy).

Come funziona

  1. L’utente arriva sul sito web
    La piattaforma di gestione del consenso (CMP) presente sul sito web chiede all’utente di esprimere le sue preferenze in materia di cookie.
    L’utente può scegliere di acconsentire o meno all’utilizzo di cookie per diverse finalità, come la personalizzazione, la pubblicità o l’analisi.
  2. Scelte dell’utente comunicate a Google
    La CMP invia le scelte dell’utente a Google tramite un segnale standardizzato.
    Questo segnale include informazioni come il livello di consenso (ad esempio, consenso a tutti i cookie, solo ai cookie tecnici) e le finalità specifiche approvate dall’utente.
  3. Google regola i tag in base al consenso
    Google riceve il segnale e lo utilizza per regolare il comportamento dei propri tag sul sito web. Se l’utente ha negato il consenso, i tag Google non memorizzeranno o utilizzeranno i suoi dati personali per le finalità non consentite.

In parole semplici
Il Consent Mode v2 è come un semaforo per i cookie.
L’utente decide se far passare (consentire) o fermare (bloccare) i diversi tipi di cookie.
Google rispetta il segnale e regola il suo comportamento di conseguenza.

Cosa è necessario fare

I proprietari di siti web, per ottemperare a tale obbligo, devono lavorare ai siti web per lo sviluppo e implementazione di una Piattaforma di Gestione del Consenso (CMP) compatibile, testare il suo corretto funzionamento nel tempo ed aggiornare la piattaforma per tenere conto delle modifiche alle normative e alle tecnologie.

Installata la piattaforma CMP sarà necessario aggiornare i tag di tracciamento, Google Analytics G4, Google Tag rendendoli sensibili alla lettura del consenso specifico dell’utente.
I tag di tracciamento saranno in questo modo resi attivabili, singolarmente, in base al livello di consenso scelto dall’utente.

Precisazioni per Meta ADS

Analogamente a Google, anche Amazon e Meta (ex Facebook) stanno rivedendo e adattando le loro politiche e pratiche commerciali per rispettare il Digital Markets Act.

Per quanto riguarda Meta, il Digital Markets Act (DMA) presenta tre prove significative.
In primis la connessione dei profili tra diverse piattaforme, quindi le inibizioni all’intersezione tra dati nei servizi offerti e, infine, fondamentale, l’interoperabilità.

Per quanto riguarda i siti web, il Consent Mode v2 di Google non ha un impatto diretto sulle Meta Ads, poiché riguarda la raccolta dati e la pubblicità personalizzata all’interno dell’ecosistema pubblicitario di Google (che comprende Google Ads e Google Analytics).

Cosa è necessario fare

Gli altri sistemi di tracciamento, come in questo caso il pixel di Meta, vanno semplicemente bloccati nel momento in cui l’utente non ha espresso il consenso all’uso dei cookie per quello specifico utilizzo.

Conclusione

Sebbene ci siano alcuni costi associati all’implementazione del Consent Mode v2, i vantaggi a lungo termine, come la maggiore conformità, la fiducia degli utenti e dati più accurati, possono essere significativi sia in termini di trasparenza che di perfomance delle campagne.

Per maggiori informazioni, non esitare a scriverci!