L’80% degli smartphone nel mondo funziona grazie a un robottino verde che, nel giro di pochissimi anni, è riuscito a conquistare il cuore e il sorriso di un miliardo di utilizzatori.

Android è riuscito a strappare un consumatore dopo l’altro ai vecchi sistemi operativi, ma soprattutto a conquistare target fino ad allora mai coinvolti. Un robottino verde che, in molti casi, ha rubato la scena all’elegante mela morsicata.

bugdroid

Come è nato il logo di Android?

Bugdroid, questo il nome del famosissimo robot verde, è nato quasi per caso. L’ideatrice Irina Blok, all’epoca dipendente di Google, era stata incaricata di trovare un logo identificativo del prodotto ma che si rivolgesse essenzialmente agli sviluppatori.

Una bozza, diventata icona in pochissimo tempo. La Blok ricorda che:

“Durante il mio lavoro per Google ho creato questo piccolo ometto verde, come parte della campagna di lancio. L’idea era quella di realizzare un logo open source, proprio come la piattaforma Android, da mettere a disposizione della community di sviluppatori senza le tipiche linee guida fornite dalle aziende. In modo simile al pinguino di Linux, il logo ha contribuito a stabilire l’identità del nuovo prodotto, raccogliendo il consenso degli ingegneri. Inizialmente il logo è stato pensato solo per la community di sviluppatori, ma in breve tempo ha raggiunto gli utenti, con milioni di persone impegnate a creare le proprie versioni.”

Un logo dinamico, pronto a customizzarsi ufficialmente ad ogni aggiornamento di sistema ma anche a completa disposizione degli utenti.

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