Oltre a vendere, il marketing può essere (in)formativo? Una campagna pubblicitaria può rendere consapevole chi guarda/ascolta? Certo, si può fare.
Per chi si sofferma ai classici spot televisivi potrà sembrare strano ma il marketing, grazie alla potenzialità offerte dalla comunicazione, può insegnare molto (senza trascurare gli obiettivi principali di una campagna commerciale). Il coinvolgimento dello spettatore/fruitore è fondamentale, c’è necessità di immergerlo nel contesto narrativo dandogli la possibilità di analizzare, riflettere, elaborare la tematica trattata.
Due esempi, distanti non sono per collocazione ma anche per tematiche trattata, ben riusciti di “marketing formativo” stanno facendo il giro della rete in questi giorni. La prima attività, realizzata per Missing Children, ha visto coinvolto in un’attività di Ambush Marketing il campione Rafael Nadal nella partita d’addio di David Nalbandian. Il secondo, realizzato da Amnesty International, è di carattere più rude e capace di trasportare lo spettatore nel vortice della tematica trattata. Le descrizioni non servo, immedesimatevi in chi si è trovato in quella situazione guardando i video.
Parlare di violenza con violenza potrebbe stupire, scandalizzare, inorridire la maggior parte degli spettatori, i consapevoli.